La storia rende omaggio a Churchill

La storia rende omaggio a Churchill

Recensioni Libri, Rubriche

Nel libro di Roberto Scevola, facente parte della collana “I Signori della guerra”, viene fuori un ritratto di Winston Churchill assolutamente riabilitante ed edificante difronte al corso della storia.

Un uomo, spesso solo al comando contro tutto e tutti, che non solo ha saputo respingere l’invasione nazista, ma ha saputo anticipare i tempi e mettere in guardia dalla dicotomia post guerra sovietico-statunitense.

Un leader, forse non trascinante ma estremamente competente, che ha portato l’Inghilterra al tavolo dei vincitori e si è ritagliato uno spazio importante nella memoria del 900.

Il libro, piacevole ed interessante, scorre con naturalezza e precisione, rendendosi accessibile anche a chi, la storia, la mastica poco.

El Diez raccontato da Repubblica

El Diez raccontato da Repubblica

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La vita sportiva de El Diez, indissolubilmente legata a quella di tutti i giorni, raccontata dalle firme di Repubblica e altri personaggi del mondo giornalistico e non solo italiano. E’ il libro dedicato a Diego Armando Maradona, in poco meno di 200 pagine, che ricorda El Pibe De Oro in tutta la sua genialità e fragilità.

Tante testimonianze, non una vera autobiografia; Diego così come visto e vissuto in quel meraviglioso periodo dal 1984 al 1991, in cui ha portato Napoli al trionfo, rendendo però la sua privata un indomabile inferno.

E’ il calciatore, il mito, che trascendono le umane difficoltà e portano il numero 10 al di sopra dei propri errori. Dalla trattativa del suo acquisto, di cui Ferlaino fu promotore e garante, fino alla fuga del 91 in direzione Siviglia, tutto El Pibe tra aneddoti e racconti.

Come quelli, indelebili, che nel 1986 allo stadio Azteca in Messico, contro l’odiata Inghilterra, segnarono la storia del calcio in pochi minuti. Prima con il gol più truffaldino della storia, la celebre “Mano De Dios”, quindi i dieci secondi che separarono Diego dal portiere Shilton, in un’interminabile serpentina che regalò al mondo il gol più bello della storia del football.

E’ Napoli, ma non solo Napoli, che ricorda e omaggia il più grande di sempre.

Il fantastico viaggio nella mente di Tony Robbins

Il fantastico viaggio nella mente di Tony Robbins

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Non il solito libro, non il solito manuale pedante e poco pratico. Tony Robbins, nel suo “Come ottenere il meglio da sè e dagli altri”, edito da Bompiani, esplora meravigliosamente il viaggio nella mente umana, offrendo punti di vista differenti rispetto a quelli che siamo abituati a praticare.

Partendo dai presupposti scientifici della Programmazione Neuro Linguistica, infatti, Robbins offre ai propri lettori una visione completamente diversa delle proprie potenzialità e credenze, spostando l’attenzione completamente su stessi e sul proprio Io, rifiutando un’idea esterna di benessere.

Nel suo trattato, impegnativo ma non complicato da leggere, Robbins invita a far affidamento sulla propria forza di volontà e sui propri valori per condurre la propria esistenza su un binario corretto e “positivo”.

E’ l’apoteosi dell’Io, senza scusanti, sugli “Altri” visti come alibi della propria esistenza. Niente di astruso, di utopico; semplicemente un modo diretto e responsabilizzante di analizzare se stessi per ottenere risultati concreti nella vita.

Da consigliare per chi ha voglia di mettersi in gioco e rivalutare se stessi senza preconcetti, pronti a contare sulle proprie forse e non su quelle degli altri. Perchè, la nostra vita, è quella che noi vogliamo.

 

Tutti hanno sottovalutato il Mein Kampf

Tutti hanno sottovalutato il Mein Kampf

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La lettura e la storia sono sempre state due attività che mi hanno accompagnato nel percorso di vita. Una storia senza filtri, non partigiana, ma trasversale e di poli opposti, come giusto che sia per chi coltiva una sana passione per il passato.

E così, nei giorni scorsi, ho avuto modo di leggere approfonditamente, approfittando anche della zona rossa che ci costringe a casa da tempo, il Mein Kampf di Adolf Hitler. Una lettura propedeutica ad altre che andrà ad affrontare prossimamente, come la biografia dell’ex Primo Ministro Winston Churchill che giace già sulla mia scrivania in attesa di essere consumata.

Quello che mi ha colpito del Mein Kampf, al di là delle concezioni sulla razza e sui “nemici della Germania”, ben note a tutti e sulle quali non ha senso soffermarsi, è il perchè una così vasta opera, traboccante di odio e incitazione alla guerra, sia potuta passare in sordina nel 1923, quando fu scritta e poi in seguito pubblicata.

A tal riguardo ho trovato corretta e illuminante l’introduzione di Francesco Perfetti, storico italiano, che in pochi passi ha spiegato il motivo per cui, tali idee, potessero essere propagandate su larga scala.

Perfetti, con semplicità e chiarezza, ha puntato il dito contro tutti coloro che, in quel preciso momento storico, avrebbero dovuto prestare attenzione al testamento politico di Hitler, invece di girarsi dall’altra parte. Lo stesso Perfetti, infatti, racconta come alla diffusione capillare dell’opera, non corrispose un’attenta e critica analisi della stessa, oltre che un’adeguata lettura.

A fronte delle copie distribuite, infatti, non fecero fronte adeguate letture delle stesse, con molti personaggi dell’epoca che ricevettero tra le mani il Mein Kampf, senza però neanche aprirlo. E forse, dice Perfetti, leggerlo avrebbe messo in guardia il mondo da quello che sarebbe successo da lì a dieci anni.

Perchè Hitler, dopo aver conquistato il Reichstag nel 1933, attuò punto per punto quello che aveva ipotizzato e trascritto sul Mein Kampf, a dimostrazione che non si trattasse solamente di una folle utopia, ma di un pazzoide presagio.

Perfetti, dunque, trovandomi pienamente d’accordo, lamenta come il popolo, ma ancora prima le classi dominanti al momento della stesura del libro, non avessero drizzato le antenne a tali principi anti umanisti, riponendo in un cassetto il Men Kampf o leggendolo superficialmente, sorvolando sulle serie intenzioni del dittatore tedesco.

Il libro, riprodotto in edizione critica nella sola prima parte, di quasi 500 pagine, non è nient’altro che l’anticipazione di fatti storici, poi realmente accaduti, dei quali Hitler è stato promotore e fervido sostenitore. Con la colpevole complicità, però, di chi quelle idee non le utilizzò a mo di monito, non le lesse neanche o fece finta di prenderle sul serio, spalancando la strada ad uno dei periodi più mortiferi dell’intero genere umano.