STORIE DI SPORT. Il TREMEndo microfono delle Marche con Stefano Cento

Stefano Cento è uno dei calciatori più conosciuti e stimati del nostro calcio. Oggi al Chiesanuova, in passato grande protagonista del Portorecanati di mister Possanzini, racconta il suo credo calcistico e rivolge uno sguardo al futuro.

Stefano sei tra calciatori più esperti in circolazione, come pensi cambierà il calcio dopo tutta questa situazione legata al Covid?

A mio avviso il calcio, soprattutto a livello regionale dilettantistico, dovrà cambiare drasticamente in quanto ridimensionato dal post Covid19 in termini di liquidità e risorse economiche disponibili. Anche se, sono convinto, che i valori morali di unità che il calcio può dare saranno molto importanti in termini di rinascita”.

Cosa pensi di una possibile ripresa dopo l’emergenza?

Credo che la ripresa per questa stagione non sia più possibile dopo uno stop così lungo. Bisognerebbe dedicare qualche settimana al recupero fisico degli atleti e alle riorganizzazioni societarie e organizzative per le giornate mancanti. Tutto ciò è impensabile e si sovrapporrebbe all’allestimento della nuova stagione. Ad oggi l’emergenza sanitaria non permette una riorganizzazione così rapida, con programmazioni a breve termine”

Come giudichi la tua esperienza a Chiesanuova fino allo stop?

La giudico positiva dal lato morale. La classifica al momento dello stop, sicuramente, non permetteva ancora una tranquillità in termini di salvezza, visto che per la prima parte di campionato sono mancati i risultati. Ma la società, i dirigenti e il gruppo stavano lavorando per invertire la tendenza e l’impegno di tutti stava dando i risultati. Mi sarebbe piaciuto arrivare alla fine della stagione confermando la salvezza e raggiungere una migliore posizione di classifica che avesse premiato il valore umano di tutti noi”

Quali ricordi legati al calcio porti sempre con te negli anni?

Ogni stagione passata lascia comunque delle belle esperienze e permette sempre una crescita personale. Sicuramente i campionati vinti o conclusi con una promozione sono dei ricordi molto emozionati. In particolare posso menzionare i play off nella stagione 2012/2013 dove, a Porto Recanati, ci siamo guadagnati la promozione in Eccellenza; cosa che non avveniva da molti anni. Sicuramente un altro ricordo indelebile è la vittoria del massimo campionato regionale con la Folgore Falerone Montegranaro 2014/2015 dove, all’ultima giornata di campionato, abbiamo conquistato la vittoria in uno scontro al vertice contro il Tolentino. Per chi vive i campionati regionali questa è di sicuro un’occasione remota e molto preziosa”

Cosa consiglieresti ad un giovane, oggi?

Che il calcio ha un alto valore umano e collettivo, praticarlo fin dai primi calci permette di insegnare principi umani e di crescita molto importanti come lo spirito di sacrifico per la squadra, l’impegno per il raggiungimento di un obiettivo comune e la socializzazione che solo un gruppo può darti. Tutto questo richiede passione e motivazione soprattutto nei campionati dilettantistici. Sicuramente chi, come me, condivide una stagione calcistica con ragazzi molto più giovani, ha il compito di dimostrarlo giornalmente”.

So che hai un ultimo pensiero…
“Sì, per il dirigente del Montegranro Noris Millevolte. Grande persona, uomo di calcio scomparso qualche giorno fa che merita di essere ricordato. Voglio porgere le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti coloro che lo conoscono”.

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