STORIE DI SPORT. Il TREMEndo microfono delle Marche con Giuseppe Santoni

Il suo ruolo di primo piano nella Polizia Municipale lo mette a contatto, tutti i giorni, con il territorio. Giuseppe Santoni, il tecnico camerte oggi al Potenza Picena, sta vivendo in prima linea l’emergenza Covid, così come fatto già per il terremoto del 2016. Un impegno gravoso che, però, mette in mostra una grande umanità anche fuori dal campo di gioco.

Comandante, sempre in prima linea per aiutare gli altri. Prima il terremoto, ora il Covid. Quanto ti rende orgoglioso poter fare qualcosa per la tua gente?

Sinceramente pensavo che più brutto del terremoto non potesse esserci nulla, invece ci è capitata questa pandemia che forse è ancora peggio. Il mio lavoro mi porta ad essere in prima linea, è vero, ma ho quest’obbligo e cerco di farlo nel miglior modo possibile e se ci riesco sono contento. Ma era meglio che, prima il terremoto, che per noi è stato ed è ancora terribile ed ora il coronavirus, non fossero mai accaduti”.

Dove trova, secondo te, la forza d’animo la tua gente? Sempre in emergenza, sempre a lottare giorno dopo giorno…

Non lo so dove troviamo tutta questa forza, ma la mia gente è stata messa a dura prova. Molti dei nostri anziani li abbiamo persi con il terremoto e, prima di coltivare la speranza di riavere una casa vera, è giunta questa pandemia che ci ha riportato ancora una volta indietro. E’ veramente dura e spero che tutti, non solo nel mio paese, ma in tutta Italia e in tutto il mondo, possano farcela anche se il prezzo pagato in fatto di morti è già molto alto e inaccettabile”.

Che idea ha mister Santoni sulla ripresa eventuale dei campionati?

Parlare di calcio in questo momento è difficilissimo, quasi fastidioso e te lo dico con dolore vista la mia passione per questo sport. Secondo me ci sono altri problemi più urgenti da risolvere e, solo dopo, quando sarà possibile, si ricomincerà a parlarne. Personalmente, se come auspico si possa ripartire presto, sarei disponibile anche a giocare due partite al giorno per quanto amo questo sport”.

Tante battaglie in giro e, a Potenza, la tua consacrazione…

In giro, è vero, le battaglie sono state tante. Non sempre facili, spesso sono anche volate parole grosse ma negli anni la situazione è scemata. Ho ricevuto molte chiamate ed attestati di stima da società spesso impensabili e questo mi ha fatto molto piacere. A Potenza c’è un rapporto che va oltre il calcio e spero con tutto il cuore che non finisca mai. Non posso che ringraziare tifosi e amici per la vicinanza dimostrata in questi anni, soprattutto durante il tragico epilogo del terremoto. Non lo dimenticherò mai”.

Cosa accomuna il Santoni uomo dal mister?

Penso che la maggior caratteristica che accomuna il Santoni uomo e il Santoni mister è quella di fare ogni cosa con il massimo impegno e la massima serietà. Anche se riconosco che il Santoni allenatore, a volte, tira fuori il peggio di sé, mentre l’altro sa tirare fuori il meglio. Questa è la differenza. Ma cercherò di migliorare ancora, è una promessa…”.

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