STORIE DI SPORT. Il TREMEndo microfono delle Marche con Simone Paniccià

Ha superato i fatidici quaranta ma è ancora lì, tra i pali, con la passione e la voglia di un ragazzino. Simone Paniccià è uno dei portieri più forti e stimati della nostra regione, da anni sui campi di calcio, anche ad alti livelli ed oggi alla Futura 96 in attesa di ricominciare.

La sua è una storia di sport vera, appassionata, ricca di spunti per il futuro. Non si è arreso ad un tremendo infortunio lo scorso anno, ha lottato per rientrare in campo e ha dimostrato, prima a se stesso e poi agli altri, che è ancora pronto a dire la sua.

Oggi si concede ai nostri microfoni, lanciando un segnale chiaro e netto ai giovani:”Il calcio è passione, vivetelo come facevamo noi negli anni passati – dice Paniccià – Stiamo vivendo un periodo particolare, duro e sicuramente ad oggi ci sono altre priorità. Ma il calcio e il campo mancano tanto. Mi auguro che questa tragedia finisca presto ma, personalmente, credo che oramai sia quasi impossibile ripartire con la stagione sportiva. Molte società avranno ripercussioni economiche forti, tutti il sistema dovrà necessariamente cambiare prospettiva e ridimensionarsi. Più si scende di categoria e più la situazione sarà drammatica, ma bisogna essere ottimisti”.

Simone ha rischiato seriamente di dire addio al calcio a causa di un brutto infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per molti mesi. Ma ha saputo reagire, forte del suo temperamento e della sua determinazione. “Ho vissuto l’infortunio passo dopo passo – racconta Simone – Tutti mi sono stati vicino e questo mi ha dato ulteriore forza. Compagni, amici e società sono stati encomiabili e ho deciso di restare alla Futura 96 per riconoscenza verso un club che ha creduto in me e non mi ha mai messo pressione. Quando, contro la Palmense, rientrai in campo dopo lo stop, è stato come rivivere l’esordio a sedici anni a San Benedetto: l’adrenalina, la voglia, la consapevolezza di avercela fatta. Grazie ai preparatori Spinelli e Clerici ho potuto indossare di nuovi i guanti senza paura, peccato quest’altro stop forzato. Non so se possa essere un esempio per i giovani, di certo oggi molto è cambiato rispetto a prima.

Nonostante le delusioni non ho mai mollato e la passione non è mai venuta a mancare. Per i giovani, oggi, il calcio è un passaggio veloce della loro vita ma sacrificio e forza di volontà premiano sempre. Io non ho mai mollato e ho ancora tanto da dire, quando si potrà tornare a calcare quel campo verde che molti amiamo”.

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