STORIE DI SPORT. Il TREMEndo microfono delle Marche con Nicolas Canavessio

Dall’Argentina a Macerata, passando per la Spagna, il passo è al contempo lungo e breve. Lungo considerando le distanze, i chilometri, i sacrifici. Breve se, nonostante tutto, ti senti a casa tua circondato da affetto e stima da parte di tutti. E’ il caso di Nicolas Canavessio, nato a Rafaela, difensore centrale della Maceratese dopo una breve esperienza in terza divisione spagnola.

“Sto vivendo questa quarantena in totale isolamento, vivendo da solo – dice Canavessio – sono lontano dalla famiglia e lontano da chi, a Macerata, mi ha sempre fatto sentire uno di casa. Gli amici, i compagni di squadra; non posso incontrare nessuno e questa è la cosa più dura in questo momento. Sin da piccolo sognavo di fare il calciatore e arrivare prima o poi in Italia, a Macerata ho trovato davvero una seconda famiglia. Dell’Argentina mi mancano i familiari e gli amici, oltre al calcio, essendo un grande appassionato della SuperLiga, tifando San Lorenzo.

Ho una voglia pazzesca di ricominciare, per aiutare la Maceratese a raggiungere i suoi obiettivi. Magari tornando a segnare, come già successo, dedicando i gol ai miei nonni che non ci sono più. Ogni volta che riesco a buttarla dentro guardo il cielo e indico con la mano il numero quattro: sono tutti morti, oramai e io voglio continuare a ricordarli così”

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