Roma, Conte non era il sogno ma la bella favoletta americana

Alzi la mano chi, davvero, ha creduto per un solo istante alla bella favoletta dal titolo:”Conte alla Roma”. Un tam tam mediatico, in tipico stile romano, che ha fatto pensare a molti che l’ex Ct potesse accettare la panchina giallorossa.

Poi, oggi, le parole inequivocabili dello stesso tecnico:”Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma”.

Tradotto in parole povere:”Pallotta farà quello che ha sempre fatto: vende i migliori, acquista a caso e realizza plusvalenze. Una perfetta operazione economico-finanziaria; peccato che a calcio si giochi con i campioni e non solo gli assegni.

La mancata venuta di Conte, alla quale non ho mai creduto, porta via con se alcune imprescindibili deduzioni. La Roma continuerà a vivacchiare e vendere, lottando il quarto posto con squadre come Atalanta e Torino che, in questo momento, hanno maggior appeal e meritano senza dubbio la qualificazione in Champions.

Ripiegheremo su allenatori come Giampaolo o chissà chi altro: tanto vale potevamo tenerci Di Francesco.

Non entro in merito alla questione Ranieri, troppo signore e tifoso per questi americani. Ranieri non ci merita, spero per lui che non resti e non sporchi la sua faccia con una società che, ricordiamolo bene, ha un presidente da un anno assente da Roma.

Tenetevi pure questo giocattolo, fate lo stadio se riuscite. Mi avete tolto, non solo a me, il cuore e il sentimento.

Quando ero piccolo non uscivo di casa perchè giocava la mia Roma; oggi, grazie a voi, non mi ricordo neanche più quando gioca.

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