STORIE DI SPORT. Da Senigallia a Barcellona inseguendo un pallone…

GIANMARCO MORGANTI

Prendi, lasci tutto e voli in un’altra nazione, precisamente la Spagna, magicamente Barcellona. Portandoti con sè sogni, speranze e…un pallone. E’ la magica storia di sport di Gianmarco Morganti, figlio del mister marchigiano Gabriele, che dal 2013 vive e lavora nella città blaugrana, dove continua a segnare reti a valanga con la Real Suciedad nella Liga di Futbol7.

E Gianmarco, con il quale da anni ci sentiamo e parliamo di sport, dai tempi della Cluentina, ha voluto raccontare in esclusiva la sua storia di vita e di sport sul mio sito www.emanueletrementozzi.com.

Quando hai deciso di andare in Spagna e perchè? “Nel Novembre 2013. Ero tornato in estate da una esperienza di lavoro in Inghilterra a Birmingham molto interessante. Stavo lavorando su un progetto online da Senigallia, lavorando a livello musicale con i Raptus e giocando con il Miciulli. Mi mancava l´atmosfera internazionale e l’offerta di lavoro da Barcellona era molto interessante e quindi ho detto: ci provo. Lascio tutto e ci provo. Sono giá passati 3 anni e mezzo e non mi pento della scelta fatta”.

Come lo sport, il calcio in particolare, ti ha aiutato in questa scelta e ti ha aiutato nei momenti difficili? “Il calcio fa parte di me. Mi ha aiutato tantissimo ad ambientarmi, a conoscere nuove culture, a fare amicizie e a saper affrontare situazioni difficili. Sono dovuto ripartire (ancora) da zero: nuovo spogliatoio, nuove sfide, nuovi traguardi ma sono stato molto fortunato ad aver trovato un gruppo di amici piú che una squadra e sono contentissimo”.

Quali ricordi sportivi, belli e brutti, ti legano all’Italia? E quali in Spagna? “Belli me ne vengono in mente due particolarmente significativi: il primo gol in Eccellenza a 16 anni con la Vigor Senigallia, la mia squadra del cuore. Sognavo sin da bambino di poter giocare per la squadra della mia cittá e fare un gol per la vittoria. La seconda, invece, la salvezza ottenuta con il Marzocca ai play-out, grande gruppo!

Di ricordi brutti resta il girone di ritorno con la maglia della Cluentina, c’era molto potenziale ma purtroppo non sono riuscito a esprimermi come volevo.

In Spagna, invece, ho solo ricordi belli al momento. Giá nel 2011 durante la mia esperienza a León giocai per il Cerecedo FC, la nostra Eccellenza, ed é stata un´esperienza incredibile che porteró sempre con me”.

Raccontami la tua storia in Spagna: dove giochi, con chi giochi e le differenze che hai trovato con il calcio italiano “Ormai da due anni e mezzo sto giocando a Barcellona con la Real Suciedad in una liga di Futbol 7. É un gioco diverso dal calcio a 11 chiaramente e non é stato facile adattarsi all inizio ma poi si prendono le misure ed é divertente. Il format del campionato é diverso, si segue la formula argentina nel dividere la stagione in due parti: Apertura (da Settembre a Febbraio) e Clausura (da Marzo a Luglio). La squadra é competitiva e c’è un buon livello. Come squadra siamo sempre arrivati secondi o terzi, ci manca quel pizzico in più per poter agguantare il primo posto. Siamo un bel gruppo di amici prima ancora che di compagni di squadra e per me é fondamentale. Personalmente sono molto contento perché ho potuto vincere 4 volte il trofeo di Pichichi (capocannoniere) della Liga. La differenza principale con il calcio italiano é che in Spagna il calcio dilettantistico viene preso sempre con serietá, ma con l’intento di divertirsi e senza esasperazione”.

Raccontami della tua vita in Spagna...” Mi trovo molto bene a Barcellona, è una cittá che ti dà tanto. Mi muovo praticamente sempre in bici, ho un bel gruppo di amici internazionali e mi stimola molto il fatto che ci sono molte attivitá musicali, culturali, sportive ogni giorno della settimana ed é tutto accessibile. La regione della Cataluña é molto interessante, con due ore in macchina puoi raggiungere i Pirenei e ci sono tantissime cose da poter fare. Al momento sto lavorando nell’area delle risorse umane di un’azienda e questo mi permette di crescere ogni giorno in un ambiente veramente internazionale. Infine, proseguo sempre con il mio progetto musicale con un collega portoghese, stiamo lavorando su un EP che dovrebbe uscire nei primi mesi del prossimo anno”.

Quali valori dello sport, in Spagna, hai notato essere migliori rispetto l’italia? “Si vive tutto con un pizzico di spensieratezza in piú e con la giusta dimensione. A livello dilettantistico non ci sono quelle attensioni che abbiamo in Italia a livello mediatico, con i suoi lati positivi e negativi”.

Quali sono rapporti con arbitri spagnoli rispetto a malcostume che c’è in Italia? “In Spagna sono “latini” come noi italiani. Devo dire che personalmente non ho vissuto nessun momento di alta tensione o atteggiamenti di maleducazione. Si deve e si puó migliorare su questo aspetto tanto in Spagna come in Italia”.

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